Tutorial – Il vento Termico –

Da Aprile a Settembre, nelle giornate piu’ calde e limpide, si crea, in alcune localita’, un vento originato dalla differenza di temperatura tra le masse d’aria presenti sopra il mare, che sono più fredde, e quelle presenti sopra la terra, che sono più calde: la massa calda presente sulla terraferma si “alza” (aria ascendente) lasciando un vuoto che viene “riempito” dalla massa fredda presente sul mare; a sua volta il vuoto creato dalla massa fredda, viene riempito (aria discendente) dalla massa più fredda che sta ad una quota più alta con un movimento ciclico.

Dobbiamo considerare però anche che ci sono molti fenomeni locali di venti termici per i quali i modelli classici di previsione non funzionano nel calcolo della velocità del vento, in quanto si basano sulla previsione di zone ad alta e bassa pressioni su larga scala.

Il principio in generale alla base dello sviluppo dei venti termici è sempre uno spostamento di aria da una zona con alta pressione a una con bassa pressione, ma su scala più piccola ed in vicinanza di un bacino idrico bisogna tenere conto che l’acqua ha una maggiore capacità termica rispetto alla terraferma. Quindi bisogna combinare le informazioni su larga scala con quelle su piccola scala

Come si genera il vento termico?

A partire dall’alba le masse d’aria sopra il mare o i laghi si riscaldano più lentamente rispetto a quelle sopra la terraferma. Questo causa una situazione di alta pressione sopra il mare e una di bassa pressione sopra la terraferma che determina lo spostamento d’aria dal mare verso la terra.

La brezza di mare nasce sulla superficie d’acqua nei pressi del litorale. Si manifesta maggiormente nella tarda mattinata, durando fino al pomeriggio quando raggiunge la massima intensità, poi diminuisce fino a cessare verso sera.

Come facciamo a capire se ci troviamo in uno spot caratterizzato da vento termico?

In linea di massima ci si affida sempre ai local che conoscono bene lo spot e possono darvi utili informazioni in merito.

Tuttavia in linea generale occorre valutare:

  •  Valutare la direzione del vento di perturbazione previsto, se ha una direzione opposta all’eventuale vento termico, i due venti andranno ad annullarsi a vicenda oppure uno dei due sarà più debole del previsto
  •  Se la direzione del vento di perturbazione è uguale a quello termico  esso andrà a rafforzare il termico stesso e dunque sarà di velocità maggiore di quello previsto.

La caratteristica principale del vento termico è quella di essere molto costante e di avere intensità comprese tra i 12 e i 20 nodi.

I venti termici sono caratteristici di alcune zone di mare o laghi. Per generare vento termico la zona deve essere geograficamente predisposta per accumulare calore quindi avere ad esempio un tipo di roccia che scalda come le zone calcaree o pianure di terra che accumolano calore ed essere posizionata in modo da non avere ostacoli artificiali o anche naturali che possono impedire la formazione di questo vento.

 In conclusione possiamo dire che i venti termici sono la migliore qualità di vento che si può avere in termini di costanza e e intensità per la pratica del kitesurf. Sono venti molto costanti che non superano nella maggior parte delle zone i 20 nodi e quindi rendono la pratica del kitesurf sicura per chi muove i primi passi o anche per kiter esperti che cercano un vento costante e vogliono migliorare il riding in tutta sicurezza.

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