Il trapezio: guida per un giusto acquisto

Il trapezio da kitesurf: un elemento così importante, ma altamente sottovalutato; considerato un accessorio e non una parte essenziale per la pratica del kitesurf. Basta pensare che la sua funzione è quella di scaricare e distribuire la trazione del kite sul nostro corpo per capire quanto il trapezio giusto possa fare la differenza per la nostra schiena!

E’ importante sapere che la scelta del trapezio è TOTALMENTE soggettiva: dipende prima di tutto dalla conformazione del fisico del rider, dal livello d’esperienza e dai suoi gusti ed esigenze in termini di stile e manovre.

Infine utilizzare un’attrezzatura specifica per il kitesurf è FONDAMENTALE: commettere l’errore di utilizzare trapezi da windfurf anche per la pratica del kitesurf riduce le prestazioni del rider proprio perchè i trapezi da windsurf sono progettati per una trazione frontale, mentre con il kitesurf la trazione varia in base al posizionamento della vela, che è ben diversa dalle vele da windsurf.

In questo articolo verranno descritti tutte le tipologie di trapezi presenti sul mercato, dettagliando le differenze tra i vari modelli, con lo scopo di dare un’informazione puntuale e dettagliata per una scelta quanto più accurata e soggettiva in modo che possa rispecchiare le specifiche esigenze del rider.

Si cambiano spesso kite e tavole, ma il trapezio finché non si rompe non viene mai cambiato. Ed è un errore perché ogni anno escono modelli migliorati rispetto agli anni precedenti, cambiano i materiali, aumenta il comfort, si ottengono maggiori performance con grandi vantaggi per la schiena e le articolazioni.

Sul mercato esistono principalmente tre tipologie per la pratica del kitesurf:

Trapezio "seat"

Detto anche a seggiolino, sedile o mutanda.

E’ consigliabile ad ogni rider, sia esperto sia alle prime armi, non presentando particolari svantaggi ha la particolarità, essendo provvisto di cosciali, di non salire verso il busto del rider, evitando inoltre dolori alla schiena e alle costole.
Questo tipo di trapezio è sicuramente il più adatto per chi inizia a praticare il kitesurf, o anche per chi vuole affaticare meno la schiena. La differenza sostanziale col il trapezio a fascia sta nella presenze di cinghie che passano intorno all’inguine le quali scaricano parte della forza di trazione del kite oltre che sulla schiena anche sotto le gambe. Questo può risultare fastidioso proprio nella zona inguinale

Trapezi di questo genere assomigliano molto più a un imbracatura da scalatore, ma è sicuramente la più pratica e semplice per chi inizia. Infatti anche costruttivamente è leggermente diverso: il gancio nel quale viene concentrata la trazione del kite è posto leggermente più basso del modello a fascia, questo favorisce un miglior centro di gravità che in aggiunta alle cinghie inguinali permettendo ai principianti una più semplice e sicura partenza dall’acqua.

Trapezio a fascia

Chiamato anche waist, ha il vantaggio di bilanciare meglio il rider essendo posizionato più in alto. Questo da una parte dà un assetto migliore, sia in navigazione che in manovra, ma dall’altro risulta più scomodo a meno che non si utilizzi un trapezio di nuova generazione che essendo termoformato aderisce perfettamente alla vita.

Ideale per i rider che vogliono saltare ed avere la maggior praticità nella manovra del kite e per l’andatura a swich.
Il trapezio a fascia va posizionato in modo che il gancio sia più alto rispetto all’ombelico, in questo modo si evita di farlo salire eccessivamente. Infatti posizionando il trapezio troppo in basso, con il gancio al di sotto dell’ombelico, può accadere che questo salga ancora di più sulle costole quasi fino all’altezza del torace comprimendolo.

L’evoluzione di questo tipo di trapezi ha fatto passi da gigante: i materiali utilizzati e la loro robustezza hanno progressivamente ridotto i disagi provocati dai vecchi modelli. Da qualche anno molti produttori propongono trapezi detti hardshell (o semplicemente hard) ovvero costituiti da una scocca molto rigida in carbonio o materiali plastici-compositi il cui scopo è di non deformarsi, scaricare in maniera uniforme la trazione del kite e restare sempre e comunque in posizione. Il tutto con pesi solitamente molto più contenuti rispetto ai modelli tradizionali.

I trapezi da kite hardshell o rigidi sono generalmente top di gamma e si rivolgono principalmente a rider esperti che necessitano di sostegno a livello lombare, leggerezza e design ergonomico per non avere nessun intralcio nell’esecuzione dei trick o nella surfata e naturalmente il massimo del comfort anche in caso di sessioni molto prolungate.

Sul mercato è possibile trovare diversi livelli di rigidità di questo tipo di trapezi, che possono essere più o meno adatti in base alla struttura fisica del riders, al genere e all’utilizzo che se ne intende fare:

  • Morbidi: I trapezi morbidi sono comodi, ma non sono ideali per le persone che hanno più tono muscolose e che necessitano, quindi, di un minore supporto per la schiena. La morbidezza dell’imbracatura aumenta il comfort ma diminuisce il supporto.
  • Duri: I trapezi duri offrono il massimo supporto e sono ideali per le persone meno muscolose o che hanno bisogno di un particolare supporto per la schiena. Per alcuni, i trapezi rigidi non sono molto comodi. Questi trapezi sono di solito il top di gamma e quindi più costosi.
  • Medi: I trapezi medi sono una via di mezzo tra quelli duri e quelli morbidi. Garantendo supporto, la struttura, lascia una buona libertà di movimento a chi lo indossa. Sono i trapezi più comunemente venduti, poiché, non essendo particolarmente specifici, sono molto versatili.

Trapezio ibrido:

Consiste in un trapezio a fascia con bretelle o mutanda,  le bretelle possono essere usate dal rider per non farlo alzare sul busto.

Si tratta di una via di mezzo tra i trapezi a fascia e quelli a seggiolino, particolarmente indicato per chi si approccia a questo sport.

La parola d’ordine è flessibilità. Quindi avere a disposizione tutte le opzioni e di volta in volta usare quella che ritenete migliore.

Il gancio:

Uno degli elementi che caratterizza il trapezio è il gancio.

Sul mercato si trovano 2 tipologie di ganci:

  • Fixed hook (gancio fisso): si tratta del classico gancio più comunemente utilizzato; in particolar modo nelle disclipline di freestyle, freeride e big air.
  • Slide bar è una soluzione innovativa dedicata a chi pratica disclipline di wave. Di fatto prevede al posto del gancio una cima in dyneema. In questo caso il collegamento tra il trapezio e il chicken loop viene effettuato aprendo lo sgancio di sicurezza. L’enorme vantaggio consiste nel avere la barra sempre di fronte e più vicina al corpo; in questo modo le serfate sono molto più comode. Chiaramente questo tipo di soluzione non è adatta per chi pratica manovre unhooked.

Generalmente i trapezi di fascia alta prevedono una predisposizione per l’utilizzo di entrambe le soluzioni sia Fixed hook che Slide bar che vengono vendute separatamente.

 

Taglia e misura

Il trapezio va scelto in base alla nostra conformazione corporea, quindi, in commercio abbiamo trapezi femminile e maschili proprio perchè la conformazione del bacino della donna è diverso da quello degli uomini. Purtroppo il mercato presenta molti più modelli maschili e veramente pochi femminili. Però consigliamo alle donne che praticano il kitesurf di scegliere sempre un modello femminile e non prendere magari una misura piccola di un modello maschile. Sopratutto per quanto riguarda i trapezi a fascia in temoformato che vengono progettati e testati per i diversi sessi!

Nella realtà le taglie sono puramente indicative, per questo in genere vengono riportate anche le misure: questo vi aiuterà molto nel capire se una taglia può essere adatta alla vostra corporatura. Ad esempio una taglia “M” non è sempre identica: non solo differisce fra i diversi produttori, ma anche per lo stesso produttore su modelli differenti si è notata una vestibilità molto differente. Infine una “M” indossata da una persona molto magra e una più grassa veste ovviamente in modo completamente differente.

Consideriamo inoltre che  il trapezio, con l’utilizzo, quasi sempre cede circa una  mezza taglia quindi prestiamo attenzione nel prendere una taglia giusta per evitare che dopo un po’ di tempo ceda e resti largo.

Le tabelle riportate forniscono un indicazione di massima, tuttavia si consiglia sempre di verificare le specifiche tecniche del trapezio che si intende aquistare.

Profilo e supporto

Ci si chiede spesso nella pratica qual è la differenza fra i vari modelli e spesso si fa confusione nella valutazione inserendo troppe variabili. In realtà è molto semplice: la valutazione dovrebbe avvenire soprattutto in base ai due paramentri basici, profilo e supporto.

  • Il profilo corrisponde a quanto è “alto” o “basso” lo shape del trapezio. Più è alto e maggiormente vi sentirete la schiena supportata e comoda. Il “prezzo” da pagare per una scelta di questo tipo è una leggera limitazione di movimento dovuta alla resistenza del profilo stesso, problema sentito dai freestyler estremi o dai waver. La grandezza del profilo ha una correlazione intrinseca con il supporto, ovvero di quanto vi sentite appoggiata la schiena durante la navigazione. È ovvio correlare un profilo alto a un maggiore supporto. Tuttavia il supporto non dipende solo dal profilo, ma anche dalla rigidità o flex del modello.
  • Il supporto riguarda due zone precise: la schiena (zona centrale posteriore) e i fianchi (zone centro-laterali destra e sinistra). Per capire a fondo come si concretizza il supporto possiamo fare un esempio: basta immaginare di sedervi su una sedia con lo schienale alto e una con quello basso e capirete la differenza di supporto. Oppure fra due sedie della medesima altezza, ma una rigida e dura e l’altra imbottita e morbida. In quest’ultimo caso si può avere idea anche del concetto di flex.

Il tipo di supporto per la schiena può essere individuato rapidamente osservando con attenzione lo “shape” del trapezio. Si possono distinguere tre tipologie di supporto:

  • Alto. Guardando il trapezio lo si nota molto verticalizzato. Un supporto di questo tipo fornisce maggiore comfort, in virtù del fatto che c’è maggiore zona della schiena appoggiata contro una resistenza. Quindi se le “contorsioni” che fate in aria sono con gradi di escursione elevati avere un trapezio con troppo supporto può essere controproducente. Se invece state in acqua 6 ore averne uno con molto supporto aumenta il comfort e di conseguenza la durata dell’uscita.
  • Medio. Il trapezio risulta all’occhio molto proporzionato. L’utilizzo di questa tipologia è un buon compremesso per tutti gli usi.
  • Basso. Il trapezio appare molto compatto e sbilanciato verso il basso come forma. Concede una perfetta libertà di movimento, a fronte di un minor supporto lombare e di un precoce affaticamento.

La distribuzione del supporto

Occorre infine considerare che, a parità di altezza di supporto, bisogna osservare in che modo è stato distribuito il sostegno.

Ad esempio alcuni shape di trapezio possono avere un supporto maggiore nella parte alta, minore in quella media e nullo in quella bassa per non limitare troppo i piegamenti frontali. Insomma se osservate attentamente lo shape di un trapezio potete capirne molto, ma se non lo “toccate” e piegate con le mani non capirete molto altro.

I vari modelli possono sembrare simili anche a livello di design posteriore, invece differiscono anche per i supporti laterali. Ad esempio per il wave il “taglio” del trapezio può apparire simile agli altri nella parte posteriore, ma se si osserva il taglio laterale si noterà minor supporto per non ostacolare eccessivamente le torsioni.

In Conclusione:

Non sempre tuttavia la realtà coincide con quella pubblicizzata: siamo ancora abbastanza lontani da uno “standard” di livello realmente efficace e adattabile a tutti. Ecco quindi perché diventa essenziale poter testare i dispositivi prima di acquistarli.

Pigrizia, mancanza di test da parte dei negozianti, fiere di settore troppo lontane, i motivi per cui non si prova un trapezio a priori sono molti e quindi la stragrande maggioranza dei praticanti acquista un trapezio a “scatola chiusa”, ossia senza testarlo prima a secco in negozio o in acqua. Poi il trapezio arriva e ci si rende conto che veste male, è troppo largo o stretto, è troppo morbido o non sostiene come ci aspettavamo.

Il nostro consiglio è quello di provare in acqua il trapezio che si vuole acquistare. Solo così ci si può rendere conto se il modello che si vuole acquistare può essere adatto alle nostre specifiche esigenze. Qualora questo non fosse possibile vi invitiamo a leggere le nostre recensioni su tavole, vele e accessori pubblicate dai kiters per i kiters.

Leave a Reply